TRISHNA** – Focus UK – di Elisa Enrica Marinoni

Cinema — Da il 15 novembre 2011 01:30


TRISHNA**  da cenerentola a concubina – Focus UK

 

Per questa nuova regia Michael Winterbottom, dopo il recente e interessantissimo The Killer Inside Me, decide di recuperare il romanzo di Thomas Hardy “Tess of the d’Ubervilles” attualizzandolo e trasponedolo in chiave contemporanea. Il film racconta la tragica storia di Trishna (Freida Pinto), una giovane bellissima ragazza
indiana, che vive in un piccolo villaggio sperduto nella zona dell’India rurale, occupandosi della sua famiglia con amore e profonda dedizione. Dopo un terribile incidente il padre si ritrova paralizzato e Trishna, per supplire alla sua assenza, deve accettare la generosa offerta del giovane JaySingh (Riz Ahmed) di andare a lavorare in uno degli hotel di proprietà del padre. Giunta nel posto, inizia ad apprendere il suo nuovo mestiere, in un clima sereno e cordiale. Una sera la bellissima protagonista decide di cedere al corteggiamento di Jay, che prima l’aveva salvata da due ragazzi ubriachi che la inseguivano:  è l’eroe buono che arriva giusto in tempo per aiutare e salvare la classica Cenerentola della nostra fiaba, tanto bella quanto povera. Lei fugge, spaventata da ciò che è successo tra di loro quella notte, ma Jay torna a cercarla, la trova e la porta con se a Bombay, regalandole una vita sul modello occidentale caratterizzata da feste, cene eleganti e corsi di ballo. I due giovani sembrano una coppia innamorata e felice, ma saranno costretti a tornare a Rajasthana, a causa della morte del padre di
Jay, da qui tutto precipiterà: inizieranno a intravedersi i germi di un amore malato e distruttivo, un insano cambiamento che in questo nuovo luogo porterà Jay a trattare la sua donna in modo disumano, utilizzandola solo per i suoi depravati scopi sessuali, fino ad arrivare ad un tragico epilogo.

Se Trishna dall’inzio ci si presenta come un personaggio docile e passivo, che obbedisce fedelmente ad ogni ordine, senza porsi troppe domande, alla fine esce dalla sua costrizione e lava via con il sangue la vergogna di un uomo che non si è solo preso il suo corpo, ma anche la sua dignità. Per una ragazza occidentale, dove ormai l’emancipazione femminile è completamente matura ed è fondata su idee e tradizioni culturali ben diverse, questo film è sicuramente più difficile da comprendere: si fatica ad accettare un personaggio femminile silenzioso e stoico come una divinità indiana, le si chiede una reazione, plausibile e naturale. Ma la cosa che sorprende di più è il rapido, immotivato, cambiamento della natura di un uomo che passa da principe azzurro a essere viscido e perverso, mostrando il suo lato più oscuro e ossessivo, passando le sue giornate a leggere il kamasutra e a volere mettere in pratica ogni sua perversione sessuale con il suo nuovo oggetto del desiderio. Jay riesce addirittura a trasformare la più importante passione artistica di Trishna, il ballo, in squallidi balletti erotici solo per il gusto di poter esercitare il predominio sulla ragazza.

Un film deludente, che nasce come racconto di formazione, dai toni vagamente antichi e fintamente esotici e si trasforma in un improbabile mix di sesso e violenza, dove diventa difficile determinare il limen tra amore e stupro, un tema interessante, già affrontato da Winterbottom, ma stavolta offuscato dall’interesse documentaristico per i colori di paesaggi variegati, deserti polverosi, città caotiche, campagne desolate, dove l’acqua corrente sembra un miraggio, giardini lussureggianti, ricchi di fiori e animali esotici. I sensi vengono stimolati dalle allusioni agli odori delle spezie e del pane fatto in casa, dalle canzoni che fanno venire voglia di danzare indossando coloratissimi sari e di visitare questi luoghi per poter immergerci nel paesaggio indiano, dove progresso e tradizione si scontrano inevitabilmente. Un bellissimo documentario degno della BBC, un’operazione chiaramente commerciale, una narrazione pretenziosa e decisamente non riuscita.

 

Elisa Enrica Marinoni

Elisa Enrica Marinoni

Studentessa facoltà di Letteratura Musica e Spettacolo alla Sapienza

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