Un appello per un nuovo Rinascimento guidato dai giovani – di Chiara Lacava

Economia — Da il 10 febbraio 2012 17:39

Un appello per un nuovo Rinascimento guidato dai giovani

“Chiediamo al Governo che destini 1% del Prodotto Interno Lordo di ogni anno finanziario del prossimo triennio, 16 miliardi di euro, senza addizionali manovre fiscali – come permesso dal Patto fiscale di recente approvazione dato lo stato di recessione della nostra economia – ad un Piano per il Rinascimento delle Infrastrutture Italiane che veda occupati ogni anno 1.000.000 di giovani ad uno stipendio di 1.000 euro mensili, con contratto non rinnovabile di 2 anni, al servizio del nostro Patrimonio artistico, ambientale, culturale e a quelle iniziative della Pubblica Amministrazione che siano volte a rafforzare il nostro sistema produttivo nazionale riducendo barriere e ostacoli che si frappongono allo sviluppo di idee, progetti e, domani, di imprenditorialità.”

Nei primi anni ’30 il Presidente Roosevelt tentò di porre fine alla spirale recessiva che costringeva gli Stati Uniti con una serie di importanti misure che presero il nome di New Deal. Tra le varie riforme, oltre alla creazione della Tennessee Valley Authority, che realizzò giganteschi lavori di sistemazione idraulica e di sfruttamento delle acque contribuendo all’industrializzazione degli Stati meridionali, fu istituito il Civilian Conservation Corps: mezzo milione di giovani furono impiegati in opere di rimboschimento e di controllo delle acque. Oggi in Italia, la disoccupazione giovanile raggiunge il 30% e la struttura produttiva soffre della mancanza di adeguate infrastrutture. Il professor Gustavo Piga attraverso il suo blog ha lanciato la raccolta firme per un appello al Governo (qui per il testo completo). La proposta è di curare questi due mali con un’unica soluzione: l’istituzione di un Piano per il Rinascimento delle Infrastrutture Italiane che impieghi per tre anni consecutivi un milione di giovani con un contratto biennale di 1.000 euro mensili. L’obiettivo principale di questa sorta di sussidio all’occupazione è evitare che i giovani sempre più sfiduciati perdano tempo prezioso, che la loro carriera futura risenta degli anni di fermo, ma soprattutto che escano definitivamente dalla forza lavoro. Proposte similari sono già al vaglio del governo in Spagna, Paese che sta soffrendo un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 45%. La redazione di Energie9 appoggia quest’iniziativa e in esclusiva per i suoi lettori è andata a fare qualche domanda al professor Piga.

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La sua proposta assomiglia molto al Civilian Conservation Corps statunitense. Sul fronte della crescita il governo Monti finora ha puntato soprattutto sulle liberalizzazioni. Per parafrasare il titolo di un suo libro, è invece giunto il momento di rivisitare Keynes?

E’ così per Keynes e per il CCC, ma sono certo che il nostro Presidente Monti a cui rivolgiamo l’appello non vedrebbe contraddizione in un approccio che al contempo dia vigore al settore privato (liberalizzazioni) e che restituisca forza e entusiasmo all’azione dello Stato nell’economia e nella società.

L’Italia è nel pieno di una crisi di liquidità. Molti economisti hanno criticato gli effetti recessivi dell’aumento delle tasse, come la manovra di ferragosto e il decreto Salva Italia. Dove prendere i 16 miliardi di euro?

Da quell’aumento di tasse in attesa che parta seriamente la lotta agli sprechi nella spesa. Il che significa un maggiore deficit pubblico, ma in un momento di recessione ciò è possibile anche a livello europeo.

A causa di clientelismo e corruzione la Pubblica Amministrazione è spesso nido di cattiva gestione delle risorse e la privatizzazione di frequente è vista come unica via di ritorno all’efficienza. Una massiccia assunzione statale come quella da lei proposta non correrebbe questi rischi?

Proprio per questo l’unico dettaglio su cui siamo entrati è quello di chiarire che il contratto dura 2 anni al massimo, non è un’assunzione. Immagini il servizio militare: non mi pare che possiamo buttare via quell’esperienza di conoscenza reciproca nel dopoguerra come negativa, anzi. Ma restano tanti dettagli da strutturare per far sì che i rischi – che ci saranno sempre – siano ridotti. Gli stessi firmatari hanno già indicato alcuni accorgimenti utili.

Includere anche criteri di reddito oltre a quello dell’età non permetterebbe di selezionare anche persone con una maggiore propensione al consumo e di sfruttare quindi più efficientemente il moltiplicatore keynesiano?

E’ una possibilità concreta. Ma anche qui, mi pare difficile non cadere nelle trappole di false dichiarazioni. Credo si debbano lasciare aperti i canali a tutti, perlomeno durante questa recessione.

Nell’ipotesi che questa proposta venga attuata, si può prescindere da una riforma del mercato del lavoro?

Certo che no. Ma attenti a pensare, come qualcuno al Governo sembra credere, che risolviamo i nostri problemi con sussidi alla disoccupazione e contratti più precari. C’è bisogno di sussidiare l’occupazione, come facciamo con la nostra proposta, e creare le condizioni specie al Sud per l’emersione delle imprese e del lavoro sommerso.

 Nel suo blog (23 dicembre 2011) aveva già proposto l’introduzione di una leva civile che obblighi i giovani diciottenni a lavorare per tre mesi per la manutenzione del patrimonio culturale. Se estesa anche ad altri settori potrebbe essere una misura alternativa per la crescita?

La crescita economica di lunga durata la fanno le imprese. Parte di questi ragazzi dovranno lavorare nelle istituzioni pubbliche per renderle più efficienti ed efficaci nel fornire supporto alle imprese. Nel breve periodo, in questo momento di recessione, dobbiamo evitare che i giovani stiano troppo tempo senza lavoro, il rischio è che si deprimano ed abbandonino la forza lavoro. Al contempo, questi ragazzi lavoreranno anche per la crescita culturale del Paese che ha una ricaduta sì economia, basti pensare al turismo, ma non solo: aiuteranno a mettere in risalto il Bello, che è l’essenza della vita.

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PER SOTTOSCRIVERE L’APPELLO PER L’ISTITUZIONE DI UN PIANO PER IL RINASCIMENTO DELLE INFRASTRUTTURE ITALIANE LASCIARE IL PROPRIO NOME E UN’INDIRIZZO E-MAIL COME COMMENTO A QUESTO ARTICOLO O INVIARE UN’EMAIL A  redazione@energie9.org . IN ALTERNATIVA LASCIARE LA FIRMA DIRETTAMENTE ATTRAVERSO IL BLOG DEL PROFESSORE.

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Gustavo Piga è professore di Economia Politica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. E’ inoltre direttore responsabile della Rivista di Politica Economica, dal 1911 il giornale scientifico di economia della Confindustria, e co-responsabile del progetto della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione “Per una cultura dell’integrità nella Pubblica Amministrazione” (http://blogintegrita.sspa.it ). Dal 2005 al 2005 è stato Presidente della Consip S.p.A., la società del Ministero dell’Economia incaricata della razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi delle Pubblica Amministrazione. Durante quel triennio la Consip venne messa al centro del programma di riduzione della spesa pubblica per acquisti di beni e servizi: nessuna amministrazione statale poteva acquistare fuori dalle convenzioni Consip e nessuna amministrazione locale poteva acquistare a prezzi più alti di quelli negoziati da Consip. Grazie alle gare di appalto di grande dimensione ed al potere negoziale , i risparmi vennero scientificamente quantificati attorno circa al 28% di prezzo (si veda a proposito il lavoro di Bandiera, Prat e Valletti pubblicato sull’ American Economic Review).

Chiara Lacava

Chiara Lacava

Aspirante economista e appassionata lettrice.

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8 Commenti

  1. Ilenia scrive:

    Sottoscrivo l’appello.

  2. Alessandro Vescia Alessandro Vescia scrive:

    Io ci sono

    Alessandro Vescia

    alexv13@hotmail.it

  3. Alberto Granato scrive:

    Sottoscrivo anch’io!

  4. Maurizio Narciso Maurizio Narciso scrive:

    Sottoscrivo l’appello
    lortelfs@hotmail.com

  5. Francesca Meini Francesca scrive:

    Sottoscrivo!

  6. Chiara Lacava Chiara Lacava scrive:

    Grazie ai 26 lettori che hanno sottoscritto finora, questa prima tranche di firme sono state già inviate al prof. Piga, in 8 giorni sono state raccolte 700 firme(http://www.gustavopiga.it/2012/avanti-per-i-giovani-disoccupati/ ). Per saperne di più leggete quest’intervista su Agora Vox: http://mobile.agoravox.it/Lavoro-ai-giovani-L-economista.html

  7. Chiara Lacava Chiara Lacava scrive:

    Il professor Piga spiega questa proposta a Piazza Pulita (La7, 29/02/12) http://www.youtube.com/watch?v=Vw6cc3Sj074

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